Ego signavi et roboravi

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Ego signavi et roboravi
Signa e sigilli notarili nel tempo





Archivio di Stato, Via S.Chiara 28 rosso, 22 aprile 2010






Nel Medioevo le sottoscrizioni autografe tracciate sui documenti sono precedute da un simbolo, costituito da un segno di croce o da motivi più elaborati: il signum. In particolare, quello notarile rappresenta, nelle sue varie forme, il prestigio della categoria professionale raggiunto nel corso del secolo XII, con la conquista della publica fides, ovvero la capacità di attribuire in piena autonomia credibilità al documento prodotto. Successivamente il notaio sceglie un segno personale più complesso e difficile da imitare, che può essere costituito da una diversa elaborazione del pronome ego o da motivi geometrici. Il Sigillum, piccolo signum, era un minuscolo strumento usato per imprimere un’impronta, un segno, un suggello e in tempi lontani era portato al dito montato su anello da imperatori, re e pontefici. A partire dal tardo Medioevo anche i notai erano soliti far uso di sigilli di varie fogge e di diverse dimensioni e soltanto dopo l’unità d’Italia il sigillo notarile assumerà forma e misure prefissate per legge e ne verrà affidata la produzione in via esclusiva alla Zecca.



Ore 16,30

Indirizzi di saluto

Dottoressa Paola Caroli
Direttrice dell’Archivio di Stato di Genova
Notaio Luigi Castello
Presidente del Consiglio Notarile di Genova
Notaio Michelangelo La Cava
Consiglio Nazionale del Notariato





Ore17,00

Relazioni

Prof.ssa Antonella Rovere (Università degli studi di Genova)

Carlo Carosi notaio (Centro Studi “Giorgio Costamagna”)

Dottor Alfonso Assini (Archivio di Stato di Genova)
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