HINC PUBLICA FIDES - I lavori del Convegno storico

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Genova, 8- 9 Ottobre 2004

Organizzato dal Consiglio Notarile genovese, sotto l'egida del Consiglio Nazionale del Notariato e con la collaborazione scientifica della Facoltà di Giurisprudenza e del Centro Studi “Costamagna”, ha avuto luogo il Convegno Internazionale di Studi Storici “Hinc publica fides - Il notaio e l'amministrazione della giustizia" .
Nel corso delle due giornate di lavori sono state trattate tematiche scelte accuratamente affinché vi fosse uno stretto legame fra l'indagine storica retrospettiva e l'attualità.
Gli ideatori della manifestazione hanno cercato, in altri termini, di fare in modo che i temi trattati non destassero soltanto l'interesse degli addetti ai lavori.
L'indagine degli studiosi si è incentrata sul rapporto che è sempre esistito, e sempre più sembra dover esistere, fra l'amministrazione della giustizia ed il notariato.
Prendendo le mosse dai documenti che attestano la comunanza di attribuzioni e di "status" esistente "ab antiquo" fra giudici e notai ed i rapporti fra i due ceti (Prof. Antonio Padoa Schioppa, Università di Milano, Prof. Giovanna Petti Balbi, Università di Genova), l'indagine ha messo a fuoco la genesi del fenomeno sociale e giuridico che ha portato ad attribuire la "publica fides" al documento notarile (Prof. Mario Amelotti, Prof. Antonella Rovere, Prof. Vito Piergiovanni, Prof. Maurizio Lupoi - Università di Genova, Dott. Federigo Bambi, Università di Firenze) ed alla equiparazione fra quest'ultimo e la sentenza, con riferimento alla immediata esecutività (Prof. Isidoro Soffietti,Università di Torino).
Si è voluto estendere l'indagine sull'origine della "fides publica" notarile anche al mondo francese (Prof. Jean Hilaire, Università Panthéon Assas Paris II) e a quello spagnolo (Prof. Aquilino Iglesia Ferreiros, Facoltà di Diritto di Barcellona) e verificare il ruolo avuto dal notaio in tema di giustizia nelle colonie genovesi del Mediterraneo orientale (Prof. Michel Balard, Università di Paris "Sorbonne" ).
E' stato toccato anche il delicato argomento del falso, inteso come tradimento della "fides", e quello delle pene applicate al notaio reo di tal colpa (Not. Carlo Carosi).
Uno spazio particolare è stato dato al tema della c.d. funzione antiprocessuale del notaio (Prof. Elisa Mongiano,Università del Piemonte Orientale) nel senso indicato dal Carnelutti, che ebbe a sottolineare l'importanza della funzione del "cavere" spettante al notaio in vista di una diminuzione della litigiosità ("tanto più notaio, tanto meno giudice").